Recensione Manga: Sket Dance di Kenta Shinohara

Edizione italiana: Planet Manga
Prezzo: 4,20€
Pagine a colori: No
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

Benvenuti su Onigiri Square! Oggi parliamo di Sket Dance, una commedia scolastica pubblicata in Giappone su Weekly Shonen Jump per la prima volta nel luglio 2007, ma che ha visto la luce nel nostro paese solo il mese scorso. Allora, con un carpiato, tuffiamoci nella recensione!

… Sì, dicevo, iniziamo.

Trama: In una scuola superiore Giapponese, i problemi per gli studenti sono tanti e tutti diversi. Per (s)fortuna c’è lo Sket Dan! Questo club scolastico si occupa di risolvere ogni singola magagna che affligge gli studenti della scuola in un modo (e menomale) tutto suo! “Si accetta qualsiasi richiesta”, sia che serva un aiuto per pulire l’aula, sia per scacciare il bullo di turno! Ogni tanto, però, strani elementi vengono fuori dal passato, ed abilità nascoste si manifestano…
Chi rifiuterebbe l’aiuto di un gruppo così?

Per quanto il manga adoperi l’ambientazione utilizzata e riutilizzata alla nausea della vita e della commedia scolastica, riesce a creare delle situazioni assurde ai limiti dell’immaginabile. Per quanto riguarda la trama finora, non ha subito chissà quali evoluzioni, e si mantiene sul gag manga. Adesso però non so se questo processo avviene per far conoscere meglio ambientazione e personaggi o se il manga rimarrà così per oltre 24 volumi… Do un 7, ma è un voto non preciso.

Lettura: Sket Dance è un manga strutturato ad episodi autoconclusivi di uno o più capitoli per ciascuno. Si alterna in modo repentino tra misteri con atmosfere da giallo ad avventure allegre e dinamiche, comunque senza (quasi) mai abbandonare la forte vena d’umorismo che lo caratterizza. La disposizione delle vignette è ovviamente dedita alle scenette comiche, ma, molto interessante, è come l’autore riesce a inserire ed allo stesso tempo nascondere i particolari, come un dettaglio in una foto. Di quelle cose che quando il mistero è risolto e ne parlano tu torni indietro per verificare se era effettivamente così. Ed era effettivamente così. Quindi, attenti ad ogni particolare, sia nelle immagini, sia nei baloons. Direi 8.

Personaggi: Loro sono Hime “Himeko” Onizuka, decisa, rozza e scalmanata, ama i dolci e non si separa mai dalla sua fidata mazza Cyclone; Kazuyoshi “Switch” Usui, la mente del gruppo, adora gli anime, si esprime solo tramite sintetizzatore vocale e/o per e-mail, ed è una perfetta spia con contatti in tutta la scuola e per ultimo, ma non meno importante, Yusuke “Bossun” Fujisaki, il capogruppo, un povero idiota che va in giro con degli occhialini da nuoto a sparare frasi sull’amicizia!
Per quanto riguarda i personaggi secondari, molto spesso servono solamente a costruire le dinamiche delle situazioni da risolvere, ma spero che i personaggi non si trovino a scomparire, e che possano essere riciclati per altre situazioni. Di solito i personaggi secondari sono delle macchiette: spicca solamente una loro caratteristica, ma è esagerata all’indescrivibile, un metodo classico ma efficace. Quindi, il voto ai personaggi è 7.5, aspettando evoluzioni.

Disegni: I disegni sono abbastanza semplici, appropriati allo stile, che necessita un’immagine distaccata dalla realtà , e quasi mai particolareggiati. Parecchio strano l’effetto dei personaggi secondari, nei quali lo stile di disegno sembra cambiare a seconda del carattere e della personalità, per esempio una ragazza dal carattere dolce e timido, ha dei tratti molto tondeggianti, mentre una che è insolitmente cupa, ha tratti netti ed un forte uso del nero. Una persona “semplice” o di poco conto, avrà a suo tempo tratti semplici, e completamente senza particolari. Il voto qui è 7.5.

Voto Finale: 7.5

Commento personale di Kori: Devo dire, che, per quanto non abbia nè una trama superarticolata, nè dei disegni spettacolari, nè un personaggio che mi piaccia particolarmente, leggo Sket Dance con molto piacere, e lo consiglierei un po’ a chi pensa di intrattenersi un po’, senza aspettarsi un’opera d’arte. So che, tra l’altro, è stato anche tratto un anime da Sket Dance, nell’aprile 2011 e che è ancora in corso. Inoltre, sono stati scritti dei capitoli e degli episodi crossover da Sket Dance a Gintama, e sono andati in onda l’anno scorso. Per Gintama, dovrebbe essere l’episodio 227, che però, non è mai arrivato nel nostro paese. A parte questo, vi saluto, ed arrivederci alla prossima recensione su Onigiri Square!

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Recensione manga: The World God Only Knows di Tamiki Wakaki

Titolo Originale: Kami Nomi Zo Shiru Sekai
Edizione italiana: Star Comics
Prezzo: 4,20€
Pagine a colori: No
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

The World God Only Knows è un manga pubblicato settimanalmente da Shogakukan, ha già raggiunto i 16 volumi, ha ispirato due serie anime (Kami nomi zo shiru sekai e Kami nomi zo shiru sekai II) e due light novel.
In Italia il manga viene pubblicato mensilmente da Star Comics a partire da marzo 2012.

Trama: Keima Katsuragi è uno studente di 17 anni privo di qualunque interesse per la vita reale, che viene soprannominato “Dio della conquista”, poiché in grado di conquistare qualunque tipo di ragazza… sempre che sia in 2D! E’ infatti in grado di terminare qualunque tipo di “simulatore di appuntamenti” (o Gal Game), per questo viene considerato un Dio su internet e un disadattato sociale dai suoi compagni di classe che lo chiamano “Otamegane” (Ota= Otaku e Megane= occhiali).
La sua vita cambia quando gli arriva una mail che lo provoca sfidandolo a cliccare il pulsante “rispondi” solo nel caso in cui fosse stato veramente sicuro di essere in grado di conquistare qualunque ragazza. Lui ovviamente clicca e subito appare Elsie, un demone dall’aspetto di una ragazza che lo informa di aver appena stipulato un contratto con lei: dovrà aiutarla a catturare le anime fuggite dall’inferno che si annidano nel cuore delle ragazze, per farlo dovrà conquistarle e dar loro almeno un bacio. Insomma, la specialità del nostro “Dio della conquista”, se non fosse che… stiamo parlando di ragazze reali!

Un manga assolutamente divertente che ho iniziato a leggere proprio ora che sto scoprendo una certa passione per i simulatori di appuntamenti!
Voto alla trama: 7

Lettura: Come ho detto prima è un manga divertente, fatto soprattutto di gag e scene romantiche surreali. Sempre dinamico nonostante non ci sia azione, difficilmente si perde l’interesse poiché è cuorioso e esilarante vedere come Keima deciderà di “attaccare” la ragazza/bersaglio di turno ripensando alle centinaia di videogiochi che ha brillantemente superato.
La disposizione delle vignette è abbastanza classica ma usata bene, in particolare durante gli scambi di sguardi e i dialoghi sempre azzeccati.
Voto alla lettura: 7.5

Personaggi: Il protagonista è un personaggio geniale. Menefreghista verso qualunque cosa che non riguardi i Gal Game, passa in pochi secondi dal ragazzo peggiore del mondo a quello che ogni ragazza vorrebbe, dalla persona meno modesta della Terra a quella con meno autostima. Insomma, un personaggio con il quale si è sicuri di non annoiarsi. Per quanto riguarda Elsie potrei definirla la “spalla comica”, che sicuramente alla fine sarà la ragazza della quale Keima si innamorerà sul serio. Il suo character design mi piace molto, ma purtroppo caratterialmente è abbastanza stereotipata.
Voto ai personaggi: 8

Disegni: La parte peggiore del manga. Troppo “pucciosi” probabilmente perché le ragazze moe sono le più acclamate e questo manga ne è pieno zeppo. Insomma, uno stile di disegno che dopo un po’ nausea. I dettagli non sono curatissimi e gli sfondi non rimangono impressi, poiché spesso e volentieri non ci sono.
Comunque devo dire che il character design del protagonista, in particolare gli occhi, mi piace molto e nel complesso è uno stile apprezzabile.
Voto ai disegni: 6.5

Media: 7

Commento personale di Kazeyumi: La prima cosa che ho pensato leggendo questo manga è che, se tutti i ragazzi giocassero ai Gal Game (o simulatori di appuntamenti) e imparassero da quelli a interagire con le ragazze, sarebbe di certo un mondo migliore.
Scherzi a parte, è un manga che mi ha divertita molto! Consigliato a chiunque abbia voglia di leggere qualcosa di leggero per rilassarsi e farsi due risate.
L’edizione Star Comics non è male e stranamente non rilascia inchiostro (forse perché in questo manga c’è scarso uso del nero), anche se avrei gradito qualche pagina a colori come in “A Certain Magical Index”.
Per oggi è tutto, alla prossima recensione!
Kazeyumi

2000 visite + 5 mesi di Onigiri Square!

Salve a tutti e bentornati o benvenuti su Onigiri Square!
Dopo il traguardo delle 1000 visite siamo pronti a festeggiare quello delle 2000 e dei 5 lunghi mesi di vita del blog compiuti l’8 marzo, ringraziando tutti quelli che ci seguono e quelli che capitano su questo blog per puro caso!
In questi due mesi purtroppo non abbiamo fatto nulla di particolare tolto lo speciale di San Valentino, ma questo mese e il prossimo con le numerose novità delle case editrici italiane siamo pronti a proporvi molte più recensioni come è accaduto tra fine febbraio e inizio marzo!

Per le 3000 visite vogliamo organizzare qualcosa di speciale, quindi aiutateci a raggiungerle il più presto possibile e come al solito vi invitiamo a commentare le nostre recensioni, che sia per darci ragione o torto!
Grazie ancora a tutti, alla prossima recensione!

Kori e Kazeyumi

Recensione manga: Monophobia di Saki Okuse e Seigo Tokiya

Titolo Originale: Teizokurei Monophobia
Edizione italiana: GP Publishing
Prezzo: 5,90€
Pagine a colori:
Sovraccoperta:
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

Benvenuti o bentornati su Onigiri Square!
Il manga di oggi è un seinen horror/soprannutarale/mistero e un sacco di altri generi, scritto da Saki Okuse e disegnato da Seigo Tokiya. Attualmente in Giappone sono stati pubblicati 6 volumi ed è ancora in corso, mentre in Italia il primo volume è stato pubblicato soltanto questo mese.
Ma ora passiamo alla solita recensione!

Trama: La storia parla di Maika Houzuki, una ragazza che condivide il corpo con quello che doveva essere suo fratello gemello: Maito. Il lunedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica mattina è sveglia Maika, mentre il martedì, il giovedì, il sabato e la domenica pomeriggio è sveglio Maito. Durante la notte, entrambi dormono e chi è stato sveglio racconta all’altro cosa è successo durante la giornata. Maikia inoltre, ha la capacità di vedere gli spiriti e quando il medico della scuola, un negromante, se ne accorgerà, la coinvolgerà subito in dei casi di fantasmi che non riescono a raggiungere l’aldilà, Purtroppo però, Maika non vuole avere niente a che fare con gli spiriti, così ad intervenire sarà quasi sempre Maito, che però non ha la capacità di vederli. Ad unirsi al gruppo ci saranno anche una strana infermiera e un compagno di classe dei due fratelli: Toono.

Come possono mancare gli spiriti in un horror? Pur avendo questo aspetto classico, è comunque un manga strambo e della trama abbastanza originale, quindi non ritengo di doverlo penalizzare.
Voto alla trama: 7

Lettura: Durante questo manga è difficile perdere interesse, tutto accade molto velocemente e in questo primo volume si comincia in modo piuttosto confuso e con molti punti da svelare. La disposizione delle vignette è ottima, anche durante i momenti di suspence, purtroppo però i dialoghi non lo sono altrettanto. Dipenderà dalla traduzione della GP o dagli autori? Questo purtroppo non lo so dire, ma ho incontrato più volte dialoghi poco chiari o che diano la sensazione di non servire proprio a nulla o ancora intuizioni geniali dei personaggi che però non vengono spiegate. Altro punto negativo sono le gag comiche: sono presenti qua e là per tutto il manga, ma nessuna mi ha fatto veramente ridere, spesso è stato appunto colpa dei dialoghi, nei quali non si riesce ad afferrare l’ironia voluta dall’autore.
Voto alla lettura: 6/7

Personaggi: I personaggi di questo manga non sembrano essere molto particolari e questo è probabilmente dovuto al fatto che non vengono presentati e approfonditi come si deve. Non voglio ancora criticare del tutto però: siamo pur sempre al primo volume e, come ho detto prima, la storia inizia con molti punti da svelare.
La protagonista è un personaggio molto facile da comprendere, una ragazza silenziosa e piuttosto apatica, non vuole avere a che fare con gli spiriti, ha paura di essere sola e… è inutile. O almeno, fin’ora lo è stata, per questo ho apprezzato di più suo fratello Maito, poiché è un tipo sveglio che si butta in qualsiasi situazione, ma mostra anche i suoi lati deboli senza vergognarsene troppo. Sono comunque due personaggi misteriosi da scoprire quasi del tutto e ciò vale anche per il medico, Kanbana, del quale sappiamo solo che vede gli spiriti e che è un gran codardo. Toono invece, compagno di classe di Maika/Maito, è un personaggio che mi ha infastidita parecchio e non per il carattere, perché potrebbe diventare tranquillamente il mio personaggio preferito, ma per il modo in cui viene presentato: viene coinvolto nelle missioni per “salvare” gli spiriti perché si ritrova delle scritte fatte coi graffi sul corpo, ma nonostante questo non è né spaventato né nient’altro! Si unisce al gruppo praticamente senza fare domande e, nonostante non abbia la capacità di vedere gli spiriti, sembra credere al tutto senza alcun tipo di problema, compreso il fatto che Maika abbia un’altra persona dentro di sé con la quale si alterna. Spero in una qualche spiegazione futura.
Voto ai personaggi: 6.5

Disegni: i disegni mi sono piaciuti abbastanza. Rendono molto bene le atmosfere horror pur rimanendo puliti e per niente confusi. Anche il character design è molto bello, in particolare adoro il modo in cui viene disegnata Maika, ma non ho apprezzato Maito e gli occhi del dottor Kanabana. Vi starete chiedendo perché apprezzo Maika e non Maito visto che condividendo lo stesso corpo dovrebbero essere uguali. Ebbene, sono uguali. La differenza sta nelle espressioni: le espressioni dolci di Maika sono disegnate benissimo, mentre quelle “strafottenti” e simili di Maito sono disegnate spesso male ed esagerate.
Voto ai disegni: 7

Media: 6.5

Commento personale di Kazeyumi: Sono convinta che questo manga prometta bene e che se solo gli autori si impegnassero un po’ di più e cercassero di essere più chiari, migliorerebbe notevolmente.
Lo consiglio a chiunque, poiché pur essendo horror non contiene scene di particolare violenza o splatter e di sangue non se ne vede quasi, chi invece cerca qualcosa di sofisticato è meglio se ne sta alla larga.
L’edizione GP è molto carina, le pagine a colori sono tante e belissime, anche la carta delle pagine in bianco e nero e ottima. Se proprio c’è qualcosa da criticare è forse la copertina, che sembra avere tante piccolissime bolle d’aria… o qualcosa del genere.
Alla prossima recensione!

Recensione manga: A Certain Magical Index di Kazuma Kamachi e Chuya Kogino

Titolo originale: To Aru Majutsu no Index
Edizione italiana: Star Comics
Prezzo: 4,30€
Pagine a colori: Sì (non patinate)
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

Benvenuti o bentornati su Onigiri Square!
A certain Magical Index (Un certo indice di magia) è manga tratto dalla light novel di 22 volumi scritta da Kazuma Kamachi e illustrata da Haimura Kiyotaka. Attualmente è in corso una seconda serie, sempre di light novel chiamata “New Testament: A certain Magical Index” che conta 3 volumi, ma è in corso. Oltre al manga è stato tratto un anime di due serie da 24 episodi l’una. Inoltre esiste anche un’altra opera a sé chiamata “To Aru Majutsu no Railgun” incentrata su un personaggio femminile di nome Mikoto Misaka che nel manga appare solo nel primo volume.

Trama: Il manga è ambientato in una città-studio situata nella parte ovest di Tokyo, una vera e propria cittadina per studenti che però ha un volto nascosto: in uno dei corsi principali ci si occupa dello sviluppo artificiale di “poteri superiori” tramite la somministrazione di farmaci o l’induzione ipnotica. In questa città piena di gente con almeno una percentuale minima di poteri esp, incontriamo Toma Kamijo, snobbato dalle ragazze e maltrattato dalla maggior parte della gente per la singolare caratteristica di non avere alcun potere se non quello di annullare qualsiasi potere/magia/miracolo con l’uso della mano destra. Un giorno Toma trova stesa sul balcone di casa sua una ragazzina vestita da suora, che oltre a cercare di convincerlo dell’esistenza della magia (perché ciò che usano in questa città non è magia ma “poteri superiori” sviluppati grazie a studi scientifici), lo coinvolgerà nella sua fuga da loschi individui che cercano di catturarla. Perché? Perché lei si chiama Index ed è l’indice di tutti i libri proibiti dalla Chiesa, che parlano di magia di ogni tipo e non devono assolutamente finire nelle mani sbagliate.

La trama può sembrare interessante, in realtà è molto banale e si capisce subito che non si vedrà altro che un susseguirsi di combattimenti sempre più duri contro nemici sempre più potenti. Inoltre la storia del potere di Toma non regge per nulla: su 2.300.000 abitanti è l’unico a possedere lo speciale potere che annulla qualsiasi potere/magia/miracolo e che quindi può tenere testa anche ai pochi individui come Makoto Misaka che sono in grado di usare poteri di altissimo livello, eppure viene snobbato e maltrattato?! A mio parere dovrebbe essere proprio il contrario.
Voto alla trama: 6

Lettura: Noiosa e approssimativa. Ciò che succede non desta nessun interesse, la disposizione delle vignette è talmente classica da far sbadigliare e tutto è presentato in modo superfluo e sbrigativo. Spesso si fa confusione sul tempo passato tra una scena e l’altra e su quale momento della giornata sia.
Voto alla lettura: 5

Personaggi: Sinceramente, nemmeno me li ricordo bene. Sono presentati in modo pessimo e sono stereotipati al massimo. Qualsiasi cosa succedesse loro non me ne importava nulla, nessuno ha destato in maniera minima il mio interesse e posso dire con certezza che ci vuole il massimo impegno per farmi provare qualcosa del genere: in quasi tutti i manga/anime pessimi che ho incontrato nella mia vita, c’era comunque almeno un personaggio che mi faceva simpatia, quindi questo manga è messo davvero male. Nient’altro da dire se non che i protagonisti li si può trovare in qualsiasi manga shonen di media qualità o in qualsiasi anime da Mediaset.
Voto ai personaggi: 4

Disegni: Spesso sono grezzi e quasi mai eccellenti. Il personaggio a cui l’autore si dedica di più è sicuramente Index che risulta quasi sempre disegnata molto bene. Per quanto riguarda il resto, gli sfondi sono spesso approssimativi, ma presenti in quasi tutte le vignette, cosicché le vignette con lo sfondo completamente bianco da me odiate sono rare. Comunque in generale sono disegni noiosi, che rimangono impressi difficilmente.
Voto ai disegni: 6

Media: 5

Commento personale di Kazeyumi: una noia mortale. Mi sono divertita molto di più a leggere Toriko e preferirei leggere 10 shojo super sdolcinati piuttosto che continuare questo manga così soporifero. Non lo consiglio proprio a nessuno, ed è un peccato visto che l’edizione Star Comics è molto buona: la copertina è forse troppo sottile, ma non si sgretola come quelle della Planet Manga e inoltre pur costando 4,30€ ha le pagine a colori! tra l’altro stranamente non perde inchiostro.
Anche per oggi è tutto da Kazeyumi, buon weekend e alla prossima settimana!

Recensione manga: Another di Yukito Ayatsuji e Hiro Kiyohara

Titolo originale: Another
Edizione italiana: Star Comics
Prezzo: 4,90€
Pagine a colori: Sì (non patinate)
Sovraccoperta:
Anno di pubblicazione: Febbraio 2012 – Maggio 2012

Benvenuti o bentornati su Onigiri Square!
Another è un seinen horror di soli 4 volumi, tratto dal romanzo scritto dallo stesso Yukito Ayatsushi che ha ispirato anche un anime di 12 episodi della P.A. Works.
Passiamo ora alla recensione!

Trama: “Nel 1972, Mei Misaki, una studentessa molto popolare della classe 3^C nella scuola media della città di Yomiyama, morì improvvisamente a causa di un incidente. I suoi compagni di scuola, troppo sconvolti dalla notizia, decisero di comportarsi come se Misaki fosse ancora viva, lasciando il suo banco lì dov’era e parlando rivolti verso di esso, persino i professori collaborarono in questo. Alla fine dell’anno però, alla cerimonia della consegna dei diplomi tutti si accorsero che nella foto di classe era presente anche Misaki, che non avrebbe dovuto esserci…

Nella primavera del 1998, un ragazzo di nome Kōichi Sakakibara si trasferisce dalla città di Tokyo a quella Yomiyama per stare dai suoi nonni. Viene assegnato alla classe 3^C della nuova scuola, ma a causa di un problema ai polmoni passa le prime settimane in un ospedale dove riceve la visita dei suoi rappresentanti di classe e fa la conoscenza di una misteriosa ragazza di nome Mei Misaki.
Quando finalmente viene dimesso dall’ospedale, si reca a scuola munito di informazioni su superstizioni e leggende legate alla scuola, dategli da sua zia che parecchi anni prima frequentava la stessa scuola. Arrivato in classe si accorge che la ragazza conosciuta in ospedale è una sua compagna, ma quando prova a parlare di lei con gli altri suoi compagni, stranamente evitano il discorso intimoriti.”

Niente da dire, amo gli horror. Una trama ricca di superstizione e pericolosi misteri da svelare.
Voto alla trama: 8.5

Lettura: Inquietante e angosciante. La disposizione delle vignette non ha nulla di speciale nelle scene tranquille e di vita quotidiana, ma durante i momenti di tensione e pericolo si trasforma con un effetto molto positivo (o negativo, per chi non ama il genere!). Come in tutti i manga horror, l’autore punta sulle espressioni, in particolare sugli sguardi.
Comunque in generale è una lettura molto scorrevole, che incuriosisce e porta il lettore a voler sapere cosa accadrà, nonostante ci sia per tutto il tempo l’aria di pericoli in agguato.
Voto alla lettura: 8.5

Personaggi: Sono tutti un mistero da svelare! Verso i compagni di classe di Sakakibara si ha costantemente la sensazione che stiano nascondendo qualcosa sotto il loro comportamento da “ragazzi qualunque”, non si riesce mai a capire bene se abbiano buone o cattive intenzione nei confronti del protagonista.
Mei Misaki è certamente il personaggio più interessante e carismatico del manga, mentre invece il protagonista, dotato di una caratterizzazione minima, a mio parere serve solo a sottolineare la personalità di Misaki e a svelare i misteri che la circondano.
Voto ai personaggi: 7.5

Disegni: Belli e curati, con un esagerato uso del nero, caratteristica che in un manga horror non deve mai mancare!
In generale sono sempre molto chiari e puliti e gli sfondi molto dettagliati, questi ultimi però spesso mancano nelle vignette e i personaggi vengono circondati dal bianco, cosa che in alcuni momenti è utile o addirittura essenziale per rendere bene una scena, ma in altre occasioni si sente chiaramente la mancanza di qualcosa.
Voto ai disegni: 8

Media: 8

Commento personale di Kazeyumi: Finalmente un buon manga horror! Come alcuni sapranno è un genere che mi appassiona, ma nei manga il risultato spesso lascia a desiderare, forse a causa della mancanza dell’audio che fa una buona parte nella creazione di un’atmosfera inquietante; così, in passato ho già recensito Tsumitsuki al quale ho dato un voto pessimo e più recentemente Mirai Nikki, che nonostante mi piaccia abbastanza, non lo considero affatto un horror, pur essendo elencato tra i generi di quel manga. Ora finalmente sembra che io abbia trovato qualcosa di buono, speriamo in bene per i prossimi volumi!
Parlando dell’edizione Star Comics, posso dire che potevano fare di meglio. Le pagine a colori non sono patinate, ma la copertina in compenso è talmente fine e molle che sembra effettivamente un foglio patinato. per fortuna hanno messo la sovraccoperta che salva la situazione. Ah, come al solito, perde inchiostro.
Per oggi è tutto da Kazeyumi! Alla prossima!

Recensione manga: Toriko di Mitsutoshi Shimabukuro

Titolo Originale: Toriko
Edizione Italiana: Star Comics
Prezzo: 4,20€
Pagine a colori: No
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

Toriko è un manga pubblicato per la prima volta nel 2008 (in patria), ha attualmente 18 volumi, ma è ancora in corso e viene pubblicato settimanalmente su Shonen Jump. Sono stati fatti anche l’adattamento in anime che ha superato i 40 episodi, un film d’animazione in 3D e un videogioco per PSP.
Qui in Italia il primo volume ha visto luce il 15 febbraio 2012 grazie alla Star Comics.
La premessa da fare obbligatoriamente per questo manga è che nei sondaggi di Shonen Jump è sempre nella top 3 e in più di un’occasione ha superato One Piece aggiudicandosi il primo posto! Cos’ha di così speciale questo manga? Forse potrete scoprirlo con questa recensione!

Trama: La trama di questo manga ruota essenzialmente attorno al cibo: siamo nell’era dei buongustai ove la gente è sempre alla ricerca di nuovi gusti mai provati. Toriko è un fornitore di alimenti di lusso, che viene ingaggiato per procurare alle ricche compagnie ingredienti difficilissimi da ottenere a causa del livello di cattura, che viene meticolosamente assegnato ad ogni animale particolarmente aggressivo. Il nostro protagonista, grazie alla sua forza sovrumana, può catturare senza troppe difficoltà animali dal livello di cattura superiore al 5, per questo è molto famoso e richiesto: basta pensare che per il livello 1 serve una squadra di 10 professionisti armati. Così un giorno Toriko fa la conoscenza di Komatsu, un chef basso e mingherlino di un albergo dell’International Gourmet Organization (I.G.O.), che decide di seguire il nostro protagonista nonostante tutti i pericoli per poter vedere che aspetto hanno gli ingredienti prima di arrivare nelle sue mani di chef per essere cucinati.

Una trama decisamente particolare, non c’è che dire! Il mondo in cui è ambientato è semplice, ma ben organizzato e viene reso chiaro fin dal primo capitolo, ma ora come ora non posso premiarla più di tanto, visto che non sembra altro che il solito shonen mainstream esagerato in cui si susseguono combattimenti sempre più estremi.
Voto alla trama: 7

Lettura: Semplicissima. La disposizione delle vignette è classica, senza alcuna innovazione o particolarità. E’ un manga molto anni 80, sullo stile di Dragonball, facile da leggere e comprendere per chiunque, strabordante di azione e di gag comiche sorpassate. Non mi ha trasmesso nulla di particolare, ma non mi ha nemmeno fatto sbadigliare.
Voto alla lettura: 6/7

Personaggi: Partiamo dal protagonista, lo stereotipo dello stereotipo: tizio muscolosissimo, dotato di super-forza (anche se dire super-forza è davvero poco nel caso di Toriko), super-olfatto, super-questo, super-quell’altro e, ovviamente, con la fame di un gigante che non mangia da circa tre mesi. Komatsu è invece lo stereotipo della spalla del protagonista, ovvero un tizio debole e fifone, che ogni volta si stupisce delle strabilianti capacità del protagonista e che fa domande al quale Toriko risponderà per far capire al lettore cosa sta succedendo, in cosa consistono le sue tecniche, eccetera. Gli altri personaggi sono ancora troppo poco approfonditi per essere giudicati.
Voto ai personaggi: 6

Disegni: Anni 80, ovvero sorpassati. Gente dai muscoli alti come degli alberi, aspetto rozzo, virile, con lineamenti molto marcati. Gli sfondi spesso e volentieri lasciano a desiderare e i mostri sono degni di un manga per bambini, fatta esclusione del Troll Kong che mi fa abbastanza paura.
In questo manga non si è ancora nemmeno intravisto un personaggio femminile e la cosa non mi dispiace, non sono sicura di voler vedere una donna disegnata da questo mangaka…
Voto ai disegni: 5

Media: 6

Commento personale di Kazeyumi: molti mi odieranno, forse, per questa recensione, ma è più forte di me: i manga così classici e scontati non li posso proprio vedere. Sapendo che in Giappone è in forte concorrenza con One Piece sapevo già che non mi sarebbe piaciuto, perché io non sopporto nemmeno One Piece.
Comunque lo consiglio appunto a tutti i fan del manga che ho appena citato, l’edizione è quella classica senza pagine a colori e sovraccoperta, ma essendo Star Comics è comunque ben fatta, anche se rilascia un po’ d’inchiostro.
Alla prossima recensione!

Recensione manga: I signori dei Mostri di Hiroshi Shiibashi

Titolo originale: Nurarihyon no mago
Edizione italiana: Planet Manga
Prezzo: 3,90 €
Pagine a colori: No
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2010 (In corso)

Bentornati a tutti su Onigiri Square. Oggi ho deciso di parlarvi di uno dei miei manga preferiti. Io lo conosco come Nurarihyon no mago (Dal Giapponese “Il nipote di Nurarihyon”), ma in Italia è comunemente conosciuto come “I signori dei mostri”. È la prima serie dell’autore Hiroshi Shiibashi, è bimensile ed ha attualmente raggiunto gli 11 volumi. Ma vediamolo meglio nei particolari.

Trama: Nura Rikuo è un ragazzino delle elementari che vive nella cittadina di Ukioe. Frequenta una scuola normale, con persone normali in una città normale. Ma lui è diverso dagli altri bambini. Rikuo è infatti il nipote di Nurarihyon, il capo della Marcia Infernale dei Mostri del Clan Nura. Il clan Nura comprende ogni tipo di leggendaria creatura della mitologia giapponese, e Rikuo vive con loro in una villetta lontana dalla città. Inizialmente Rikuo sembra vivere in armonia con i mostri, e li apprezza, ma crescendo, questa storia gli renderà la vita sempre più difficile, soprattutto perché egli è l’erede ufficiale del comando della Marcia Infernale del Clan Nura!
L’inserimento di molti elementi della mitologia Giapponese è uno spunto interessante, ma in generale la trama segue linee abbastanza classiche. Arrivati a questo punto la trama si è già molto evoluta, ma, come invece succede in molti anime e manga, non si è distaccata molto dallo spunto preso nei primi volumi. E c’è da dire che è anche rimasta coerente, senza incappare in errori e confusioni. Direi un 8.

Lettura:
Per quanto la lettura sia scorrevole e chiara, ogni tanto capita di incappare in qualche confusione nel leggere o interpretare le vignette, soprattutto nelle scene di battaglia, nulla di che, comunque. Solitamente molto dinamica, la lettura, che sia d’azione o di “gag”, non risulta mai noiosa e ogni tanto, riesce anche ad essere coinvolgente. Il mio voto qui è 7.5

Personaggi: Tanti. Troppi. Tra la Marcia Infernale di Rikuo ed i suoi amici umani sono già moltissimi, e difficili da ricordare soprattutto per i loro nomi (suppongo che questo problema non esista in madrepatria). Se poi ci aggiungiamo i cattivi e gli alleati provvidenziali di ogni saga, ed i personaggi secondari ne abbiamo davvero una miriade. Se fosse scritto solo come un libro non riuscirei mai a ricordarmi tutti i personaggi solo leggendone i nomi. Molti di loro sono interessanti, affascinanti e divertenti, chi più chi meno, ma il numero è davvero eccessivo. Meglio comunque che averne quattro o cinque. Il mio voto è 7.5

Disegni: Adoro lo stile di disegno di Shiibashi. Personalmente, come vi avrò ripetuto almeno un centinaio di volte, penso che il disegno non si possa mai valutare in modo oggettivo. Io penso che Hiroshi Shiibashi sia uno dei migliori disegnatori che io abbia mai visto. Innanzitutto, e lo si può notare soprattutto nei primi capitoli, molti visi dei personaggi che vengono esagerati, sono comunque appropriati, specialmente se si parla di bambini delle elementari e strappano quasi sempre un sorriso. Ma a parte questo, alcuni disegni, nelle vignette più importanti, sembrano (o sono) fatti a pennello, e danno un effetto davvero spettacolare, in stile Giapponese tradizionale, che è appunto l’ambientazione del manga. Dovreste vedere alcune illustrazioni per capire, comunque sono davvero maestosi. Ben disegnati sono anche gli attacchi speciali utilizzati dai personaggi, e le ferite inferte. Credo proprio che meriti un 9 come voto a proposito dei disegni.

Media:
8

Commento personale di Kori: Non saprei che altro dire, dato che ho spiegato tutto nella recensione. Ho cercato di recensire il più oggettivamente possibile, e lo consiglio a chi ama i manga basati sul combattimento , perché non ci troverete poi molto altro. Ammetto che ogni singolo personaggio è per me interessante, ad esempio, ma noto che altri fanno fatica, o si confondono nel pensare ai nomi, e che a volte dimenticano persino quelli di personaggi primari, per questo ho penalizzato. Una piccola stupidaggine che mi è venuto in mente di dire: Se guardate la marcia infernale del clan Nura con attenzione nell’ottava pagina del quarantunesimo capitolo del quinto volume, vedrete un armadio che cammina. Ok, scusate, ma non riuscivo a resistere. Comunque, arrivederci e tanti saluti alla prossima recensione su Onigiri Square!

Speciale S. Valentino: Strobe Edge di Io Sakisaka

Titolo Originale: Strobe Edge
Edizione Italiana: Planet Manga
Prezzo: 4,20€
Pagine a colori: No
Sovraccoperta: No
Anno di pubblicazione: 2012 – (in corso)

Chiudiamo lo speciale di San Valentino con uno degli shojo più amati degli ultimi anni, che conta 10 volumi ed è apparso nella classifica degli shojo più venduti in Giappone! Qui in Italia il primo numero è stato pubblicato solamente il 26 gennaio, vi offriamo quindi la recensione di un manga fresco di stampa!

Recensione di Kazeyumi

Trama: Ninako, la protagonista di questo manga, è una ragazza piuttosto ingenua che non ha mai sperimentato l’amore. A causa di ciò, si lascerà convincere dalla compagne di classe di essere innamorata di Daiki, del quale è amica fin dalle medie. Ma proprio quando quest’ultimo sarà sul punto di dichiararsi, Ninako scoprirà cos’è veramente l’amore a causa di Ren, l’idolo di lei e della maggior parte delle ragazze della scuola, che lo ammirano per gioco e lo considerano solamente un tipo “freddo e figo”. La nostra protagonista scoprirà invece che è un ragazzo gentile, modesto e disponibile con tutti, ma quando si sarà finalmente accorta di esserne davvero innamorata, Daiki, oltre a dichiararsi, le rivelerà che Ren è già felicemente fidanzato.

La trama contiene ovviamente un triangolo/quadrato/pentagono/eccetera amoroso, come nella maggior parte degli shojo scolastici e anche se ad una prima occhiata può sembrare banale, penso che non vada sottovalutata. E’ una storia raccontata con dolcezza, fatta di tanti piccoli gesti, molto reale, ma che non impedisce di sognare.
Voto alla trama: 8

Lettura: Un manga veloce e facile da leggere. La disposizione delle vignette è chiara e costruita ad arte dall’autrice, che inserendo numerosi dettagli, primi piani e particolari degli occhi alternati alle altre inquadrature rende perfetti i momenti di tensione. Inoltre ho trovato stupendi gli stratagemmi che ha adottato per alcuni cambi di scena, che non mi è mai capitato di incontrare in nessun altro manga.
Il difetto principale è che a volte non si capisce bene chi sta parlando, soprattutto quando Ninako è in compagnia delle compagne di classe.
Voto alla lettura: 8.5

Personaggi: In questo primo volume, gli unici personaggi che vengono presentati sono Ninako, Daiki e Ren, mentre gli altri vengono solo accennati. Ninako è, secondo me, un’ottima protagonista nella quale mi sono immedesimata benissimo, sarà perché ha un carattere molto simile al mio, ma sinceramente credo che ci sia un po’ di Ninako in ognuna di noi.
Anche i due personaggi maschili sono caratterizzati molto bene, anche se Ren può sembrare l’incarnazione della perfezione, sono sicura che proseguendo nella lettura del manga, l’autrice ci mostrerà anche i suoi lati negativi. Per ora non posso dire di più.
Voto ai personaggi: 8

Disegni: Puliti, moderni e frizzanti. A volte presentano dei difetti nei visi, soprattutto per uanto riguarda il naso, ma lo stile dell’autrice ha un grande potenziale e sono sicura che migliorerà con il passare dei volumi. Se c’è una cosa che odio è come disegna le labbra in alcuni momenti, ma ci si può passare sopra. Per il resto li ho apprezzati, poiché li ho trovati meno sdolcinati di quelli che si incontrano di solito negli shojo.
Voto ai disegni: 7

Media: 8

Commento di Kazeyumi: Uno shojo molto carino e poco impegnativo, tanto che l’ho letto mentre Kori e suo fratello facevano casino e nonostante queste distrazioni non mi sono persa nessun concetto o altre cose (l’ho verificato rileggendolo pochi giorni dopo).
A differenza degli altri shojo scolastici l’ho apprezzato perché, nonostante anche qui ci sia di mezzo “l’idolo della scuola che tutte vogliono, ma che solo la protagonista avrà”, nella maggior parte dei manga di questo tipo la protagonista ne è innamorata da subito, senza praticamente sapere chi sia, oppure c’è l’odiosa tsundere che lo odia e non lo sopporta, però alla fine guarda caso ci si mette insieme, invece in Strobe Edge la protagonista se ne innamora con il passare dei capitoli, scoprendo lati sempre nuovi della personalità del ragazzo in questione e, come ho già scritto, tutto attraverso piccoli gesti, che nella vita reale dovremmo imparare ad apprezzare di più.
Ah, come al solito l’edizione Planet Manga fa schifo. Era da un po’ che non lo scrivevo, ora mi sento meglio!

Buon San Valentino a tutti, alla prossima!

Speciale S. Valentino: The Mystic Archives of Dantalian dello studio GAINAX

Nome originale: Dantalian no Shoka
Episodi: 14
Edizione Italiana://
Doppiaggio: Giapponese con sottotitoli in Italiano.

Benvenuti su Onigiri Square a questo incontro sullo speciale di San Valentino. Oggi parleremo di Dantalian No Shoka, un anime tratto da una Light Novel di 4 volumi. Un po’ tanto per 14 episodi, eh? Comunque, tuffiamoci subito in questa recensione.

Trama: Dantalian No Shoka racconta le vicende di Hugh Antony Disward. Egli, reduce di guerra, viene a scoprire che il nonno, un ricco bibliofilo è morto, ed è Hugh ad ereditarne gli averi. Hugh ha diritto ad una grande proprietà diroccata e all’intera collezione di libri. Ma, a costo che si occupi di “Dalian”. Hugh, recatosi alla residenza di suo nonno, trova una gigantesca biblioteca, piena di volumi strani. Al centro di diverse pile di questi volumi è seduta l’essere noto come Dalian. Presto, Hugh verrà a scoprire le vicende dei Libri Fantasma, e della Mistica Biblioteca di Dantalian, la misteriosa biblioteca segreta contenente oltre 900.000 volumi, e dei poteri di Dalian, la bibliotecaria, e capirà che effettivamente l’eredità di suo nonno comporta responsabilità enormi. Duqnue, la trama è più o meno questa. Peccato per un difettuccio: come accennato prima, 14 episodi stringono troppo su 4 volumi interi. Il risultato è che, per quanto la trama si comprenda e si possa apprezzare, per me risulta a malapena sufficiente. Soprattutto nella seconda metà, l’anime sorvola su troppe spiegazioni che potrebbero essere necessarie, tralasciando cose che si potrebbero spiegare meglio, ed altre di cui proprio non si capisce il motivo o la ragione. Sta di fatto, che, nella seconda metà, la maggior parte degli avvenimenti mi hanno lasciato come se avessi ricevuto uno schiaffo in faccia o un abbraccio improvviso senza conoscerne il motivo. C’erano diverse soluzioni per questo problema: tra cui aumentare le puntate, diminuire gli avvenimenti, ma spiegare meglio quelli che rimangono, o, in extremis, fare una seconda serie. 6.5, purtroppo, la trama è interessante e particolare, ma non sono riusciti a esprimerla nel modo giusto. Quasi tutti gli episodi finiscono con un probabile e vago “mah…” dello spettatore.

Visione: La prima metà dell’anime presenta una visione davvero schematica, in cui gli unici due personaggi che si muovono continuamente tra episodi autoconclusivi sono Hugh e Dalian. Niente da dire, tranne che facendo tutto l’anime in questo modo, sarebbe stato un po’ noioso, ma meglio di come è risultato alla fine. In questa parte le scene si susseguono in modo rapido e lineare, dando il tempo al lettore di vedere qualche cosa di emozionante, e, nel frattempo, comprendere il meccanismo dei Libri Fantasma. Non che alla fine sia poi così chiaro, è tutto un po’ vago. Nella seconda parte gli episodi sono tutti diversi e narrano vicende più particolari ed intense, ricollegando poi tutto ciò che si è visto in precedenza. Sempre un po’ vago. Qui lo schema che c’era prima si dissolve, e lascia spazio ad episodi liberi, fino poi alla fine. Anche quella un po’ vaga. 7, comunque, perché è strutturata bene, in modo da far adattare lo spettatore al contesto, prima di iniziare a prenderlo a pugni.

Personaggi: Come già detto, questo anime ha una prima parte completamente diversa dalla seconda. Infatti, nella prima parte, i personaggi fissi sono solo due, impossibile trovarne di più. Hugh e Dalian vengono abbastanza caratterizzati durante gli episodi autoconclusivi, durante i quali personaggi e ambientazioni cambiano. Beh, a dire il vero, mentre si può dire che Dalian abbia una effettiva caratterizzazione,una bambina viziata, ma che fa ragionamenti da adulta, e anche molto acculturata. Per quanto riguarda Hugh sembra un personaggio molto passivo, che reagisce alle situazioni sempre nello stesso modo, anche abbastanza apatico, per tutta la prima parte dell’anime. Otterrà una caratterizzazione molto migliore nella seconda parte. Per quanto riguarda il resto dei personaggi importanti possiamo dire che sono altre due coppie con poteri speciali, che però vengono davvero trascurate, e, per essere personaggi importanti, vengono mostrati davvero poco. Nella seconda parte, senza troppi spoiler, possiamo dire che Hugh sarà tenuto molto più in conto. Uhm… Si potrebbe dare un 7, comunque, perché i personaggi basilari sono presentati molto bene, e non c’è poi tanto tempo per i secondari in così pochi episodi.

Disegni: Questa, per me, è sempre la parte un po’ più difficile, ma ammetto che i disegni di Dantalian no Shoka mi sono molto graditi, soprattutto quelle versioni che sembrano acquerellate di edifici importanti o vedute paesaggistiche. Apprezzabili sono anche i paesaggi, che, in tema con l’anime che non è proprio allegro, hanno colori spenti, come leggere un libro polveroso e sbiadito, una scelta di colori che io non apprezzo quasi mai, ma che qui danno un’atmosfera impeccabile. Il voto è 8.

Media: 7.5

Commento personale di Kori: Se non siete riusciti ad intendere bene la divisione tra prima e seconda parte che uso molto spesso possiamo pensare che la seconda parte sia dall’episodio 8 all’episodio 14. Comunque, devo dire che, per quanto la visione di Dantalian no Shoka lasci troppi dubbi, è comunque in grado di lasciarti delle emozioni, belle o brutte che siano, un anime che ti stupisce sempre e che, tra disegni, colori e colonne sonore rende un’atmosfera perfetta. Una cosa che non ho detto è, che, oltre a lasciarti perplesso, ogni episodio ti lascia colpito dentro, ti mostra parti stravaganti ed incredibilmente romantiche, a pensarci, della psicologia umana. Ogni episodio ti colpisce dentro, e non è possibile passare indifferenti a quello successivo senza pensare per almeno 5 minuti a quello che si è appena visto. Per quanto questo sia un punto a favore, la recensione deve essere obbiettiva, e quest’anime, se fosse più preciso, renderebbe molto, molto di più. Ma, in effetti, se c’è un punto buono di ricevere uno schiaffo o un abbraccio improvvisi, è che quell’emozione ti resta dentro come un colpo al cuore.